Se vuoi collaborare con noi nella redazione di testi o nell'impaginazione mandaci una mail con i tuoi dati!

Newsletter

Dottor Guermani, innanzi tutto, un commento a caldo su questo torneo

 

“La gara è stata entusiasmante e i risultati raggiunti d’alto livello. Sicuramente il campo è stato preparato molto bene e ha consentito, anche grazie a fair way molto stretti, circa 25 – 30 yards, e green molto veloci, di raggiungere un livello tecnico elevato. La cornice del Parco della Mandria è bellissima, il campo del Royal Park I Roveri particolarmente selettivo e il suo disegno, anche se non recentissimo, ha messo alla prova anche i grandi giocatori. Dopo quello del ’99, giocato nel circolo qui vicino (Golf Torino ndr) questo è l’Open che mi è piaciuto di più.”

 

E’ stato riportato un numero di presenze molto alto ….

 

“E’ vero. Già il primo giorno abbiamo registrato ben 6mila tra giocatori, curiosi e appassionati venuti ad assistere alla gara. A conferma dell’attrattiva e del fascino che questo gioco è in grado di esercitare, ma anche dall’intensa attività promozionale che è stata sviluppata, il numero di presenze giornaliere si è mantenuto stabile su quell’ordine di grandezza durante lo svolgimento di tutto il torneo. Non dimentichiamoci che l'ingresso al Parco della Mandria e al circuito per assistere alle gare, era gratuito e che la Regione Piemonte ha dato una grande collaborzione alla buona riuscita complessiva dell’evento.”

 

Quali sono gli interventi della Regione a sostegno del settore golfistico piemontese?

 

“La Regione Piemonte in base alla legge 93/95, finalizzata allo sviluppo dello sport nella nostra regione, fornisce un notevole supporto in termini di finanziamento d’iniziative e di progetti. In particolare per quanto ci riguarda, oltre al sostegno diffusamente destinato alla promozione di questa pratica sportiva, gli elementi più qualificanti riguardano i contributi dati in termini economici e organizzativi nella realizzazione del Challenge Tour dell’anno scorso, dell’Open di quest’anno e del Campo Pratica pubblico Colonnetti. Ma il fiore all’occhiello è un’iniziativa realizzata per la prima volta quest’anno con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, denominato “A Scuola di Golf” che consiste nel dare la possibilità ai ragazzini delle ultime due classi delle scuole elementari e di quelli delle medie di avvicinarsi al golf e di trascorrere, nell’ambito del programma Estate Ragazzi 2009, una settimana a Cervinia a prezzi realmente convenienti.”

 

Da quanto tempo segue le vicende golfistiche piemontesi?

 

“Seguo il settore da molto tempo. Questo è il mio secondo mandato in Federazione e in precedenza mi ero già impegnato nelle attività della Commissione Sportiva Nazionale. Posso quindi affermare di mangiare pane e golf da almeno quarant’anni, durante i quali abbiamo vissuto numerosi alti e bassi.”

 

Sospendiamo l’intervista a causa di una violenta grandinata che si è abbattuta sulla zona. Alle mie perplessità sulla possibilità che il campo possa venire ripristinato in breve tempo, il dr. Guermani replica sostenendo che, grazie alla loro collaudata efficienza, gli addetti alla manutenzione sarebbero stati sicuramente in grado di risolvere la situazione tempestivamente ed efficacemente, come, di fatto, è avvenuto.

 

Un commento sulla situazione generale in Piemonte.

 

“Grazie alle numerose iniziative intraprese, abbiamo registrato un avvicinamento abbastanza consistente da parte di parecchi giovani e in particolare abbiamo iscritto circa 700 nuovi tesserati, decisamente interessati a giocare, non veicolati da rapporti di parentela o altro. Nonostante questi numeri abbastanza confortanti, ritengo però che sia indispensabile cercare di convincere un numero maggiore di atleti a cimentarsi in questa disciplina. Del resto l’atto tecnico è bello, tutto sommato facile e per qualcuno il golf potrebbe diventare una bella professione. Intensificheremo quindi le attività rivolte a contrastare questa crisi di vocazioni e a reclutare nuovi campioni, considerando che, anche se la nostra Scuola Nazionale è arrivata quarta ai Campionati del Mondo, attualmente, a livello internazionale, non stiamo registrando grandi numeri.”

 

Personalmente cosa Le piace di più di questa pratica sportiva?

 

“Mi piace la sfida con se stessi nel cercare di giocare sempre meglio e di essere sempre più bravi della volta prima. Gioco anche da solo, sono contento quando gioco bene e mi rende felice il poter constatare qualche miglioramento.”

 

…. e poi?

 

“ Poi ci sono le buone maniere, l’eleganza del gioco, l’educazione nei confronti dell’avversario, il riguardo per l’ambiente, essenziale per far trovare a ogni giocatore il percorso in condizioni il più possibile perfette. Insomma apprezzo molto quella che in gergo viene definita l’etichetta, cioè quell’insieme virtuoso di regole e formalità, di cortesia e correttezza che ritengo dovrebbero trovare maggior riscontro anche fuori dai campi. L’ambiente del golf in genere, l’amenità dei luoghi e il fair play tra giocatori sono elementi che rendono più facile applicare, osservare e tenere in massima considerazione quei principi che invece all’esterno, nel sociale, purtroppo vengono trascurati e vanno scomparendo.”

 

Ha un ricordo particolare relativo a questi suoi primi quarant’anni di golf?

 

“Fortunatamente ho tanti ricordi piacevoli. Tra questi, le forti emozioni che ho sempre provato nel vedere grandi giocatori all’opera. Come la volta che nel ’94 vidi lo statunitense Tiger Wood ai Campionati Mondiali Dilettanti di Parigi. Quel ragazzino non aveva ancora compiuto vent’anni e di lui parlava già mezzo mondo. Non solo era bravo e determinato ma aveva già l’autorevolezza e la stoffa del grande campione. Inoltre mi entusiasma sempre vedere i ragazzi del mio circolo emergere e riuscire ad imporsi sui circuiti internazionali.”

 

Qual è lo stato attuale dei nostri giovani professionisti?

 

“Anche se abbiamo buoni allenatori, il quadro è un po’ instabile e nell’immediato mi sembra abbastanza improbabile riuscire a tornare a una situazione analoga a quella del biennio ’95-’96. A quell’epoca avevamo dieci giocatori professionisti in pianta stabile nel tour europeo mentre purtroppo oggi ne contiamo praticamente uno soltanto. Insomma dobbiamo impegnarci e lavorare molto. Come sempre.”